Inizialmente il Podestà veniva eletto per la durata di un anno a partire dal 29 giugno con l'obbligo, una volta terminato il proprio mandato, di fermarsi in città per altri venti giorni a rispondere di eventuali mancanze. L'elenco di questi primi podestà è riportato in sequenza, ma è anche possibile muoversi cliccando sugli anni nella matrice sottostante.
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1175 1180 1185 1190 1195 1200 1205 1210
1215 1220 1225 1230 1235 1240 1245
1255 1260 1265 1270 1275 1280 1285 1290
1175 - Alberto da Osa da Milano, primo Podestà di Padova. In tale veste giurava fedeltà ai rettori della Lega Lombarda a Piacenza il 31 gennaio 1176
1176 - i consoli padovani Ugo de'Canavoli, Transalgardino de'Transalgardi e Azimo degli Azimi cedevano il comando della città al Podestà
1177÷1178 - Obizzo d'Este. Con un editto imperiale veniva concessa al Vescovo di Padova piena giurisdizione su Pendice. La situazione in città dopo l'incendio del 1174 era tanto grave da costringere il Vescovo a nominare una apposita commissione di tre sacerdoti per fissare i confini delle sedici parrocchie
1179 - Guglielmo Tempesta da Treviso. Il nuovo Podestà portava in dote al Comune il castello e la curia di Noale e, forse per tale ragione. non portava a compimento il proprio mandato. Veniva sostituito da Obizzo d'Este
1180 - Aldrighetto de Rolando di Padova, veniva espulso dopo alcuni mesi e al suo posto veniva richiamato Obizzo d'Este. Veniva stipulato un trattato di pace tra Padovani e cittadini di Ceneda (Feltre) e Conegliano, mentre Noale ritorna a Treviso
1181 - riprendevano in mano le sorti della città i consoli padovani Giovanni de Lemizo e Manfredino Conte. Alleanza del Comune col Patriarca di Aquileia e inizio di una politica di penetrazione nel territorio trevigiano
1182 - Manfredino Conte da Padova. Un documento ricorda il giuramento di fedeltà pronunciato davanti al Podestà o ai consoli da parte di tutti i cittadini compiuti i quindici anni
1183 - i padovani Dalesmanino de'Dalesmanini e Transakgardino de'Transalgardi venivano nominati podestà. La pace di Costanza firmata il 25 giugno gettava le basi giuridiche dell'esistenza dei comuni italiani : per i Padovani erano presenti Gnanfo, Ezzelino giudice ed Englesco da Fontaniva. Con la pace il giudizio di appello contro le sentenze dei tribunali cittadini veniva conferito dall'Imperatore a quello del marchese Obizzo I d'Este
1184 - Alberto da Baone
1185 - Grimiero Visconti da Piacenza
1186 - Uguccione de Boso da Mantova
1187 - Aposacio da Brescia, veniva scacciato prima della scadenza del mandato perché troppo nemico dei magnati
1188 - i padovani Ugo de'Canavoli e Transalgardino de'Transalgardi venivano nominati podestà. I Padovani conquistavano l'importante piazzaforte di Montegalda verso Vicenza
1189÷1191 - Guglielmo da Osa da Milano. Veniva tagliato il bosco di Gazzo. Nel 1191 si cominciava a scavare il canale navigabile tra la città e Monselice e le Stationes correzzarun, conzariorum et merzariorum Communis Padue - cioè i mercati coperti dei venditori di pelli, panni e dei mercanti - nonchè quelle Peronum a fructibus cioè della frutta che passavano contemporaneamente dalla giurisdizione vescovile a quella comunale
1192÷1193 - Uberto Visconti da Piacenza.
1194 - riprendevano in mano le sorti della città i consoli padovani Rogato de'Rogati, Azocco degli Azocchi e Rolando Malpileo. Venivano costruiti i ponti di Noventa e di Carpiola e le mercerie di Padova. Il 25 aprile nasce Ezzelino da Romano. Questo era l'ultimo anno in cui i documenti ricordano la presenza dei consoli
1195 - Pagano della Torre da Milano. Venivano costruiti il ponte di Ognissanti, il monastero di San Benedetto e si cominciavano a innalzare le mura cittadine (anello interno) presso ponte San Leonardo. Le milizie del Comune sono impegnate in azioni belliche contro Vicenza
1196÷1197 - Ottolino de'Boso da Brescia
1198 - Jacopo Stretto da Piacenza. Battaglia di Carmignano con la cattura di duemila Vicentini. Il carroccio della città berica veniva portato in Cattedrale, dove rimaneva per quattro anni, mentre le milizie padovane lo "profanavano" in maniera piuttosto singolare :
... et ibi supra eum cachaverunt ...
Nello stesso anno moriva Speronella dei Dalesmanini
1199÷1200 - Azzo Confaloniero da Brescia. Nel 1199 a seguito dell'avvicinarsi delle truppe di una lega veronese-vicentina il Comune stipulava un trattato di pace con la sola Verona. Veniva raso al suolo il castello di Onara dato in pegno da Ezzelino ai Padovani. Nel 1200 veniva conquistata Cartura e a Padova ...in quest'Anno gli Plebei pigliorno il Dominio delli Magnati ...
1201 - Pietro Ziani da Venezia ( poi doge dal 1205 al 1229 ). Veniva inaugurato il canale navigabile per Monselice. Tra i fatti bellici scoppia una guerra tra le alleate Padova, Mantova e Ravenna e una lega a cui aderivano Ferrare, Verona, Vicenza, Trento, Treviso ecc. Tale guerra durava fino al 1208
1202 - Uberto Visconti da Piacenza. I ponti di Vigodarzere, Cartura e Canfriolo (vicino a Grantorto) venivano conquistati dagli eserciti della lega predetta. In città proseguiva la riorganizzazione urbanistica e si provvedeva a dividerla in quartieri
1203 - Alberto da Mandello da Milano
1204 - i padovani Alberto da Baone e Dalesmanino de'Dalesmani vengono nominati podestà
1205 - Barroccio del Borgo da Cremona. Veniva costruita la strada per Piove di Sacco ed è ricordata per la prima volta una torre del Comune.
1206 - Manfredino dal Gazo da Cremona
1207 - Venerio Mastello da Cremona
1208 - Viscontino Visconti da Piacenza. Veniva organizzato in Prato della Valle per le festività della Pentecoste una caccia all'uomo selvatico - un satiro ? - forse in riferimento agli accordi con Vicenza
1209 - Jacopo de'Viallardi di Vercelli. Si cominciava a scavare un canale navigabile verso Noventa e Strà conosciuto come Piovego per assicurare il collegamento tra la città e il Brenta. Veniva anche dato corso alla sistemazione dell'intero corso di questo fiume e trasformarlo in una comoda via di transito tra Chioggia e, attraverso Padova e Bassano del Grappa, la valle dell'Adige. Veniva sottoscritto un patto commerciale con Venezia con particolare attenzione per il commercio del sale. Padova e Vicenza sottoscrivevano un trattato di alleanza. Veniva sostituito il leone davanti alla chiesa di Sant'Andrea - la gatta di Sant'Andrea - con uno più grande. Il leone precedente era stato conquistato dalle truppe padovane durante uno dei numerosi assalti contro la Rocca di Este
1210 - Jacopo de Andito da Piacenza. Si costruiva la porta delle Torricelle e si proseguiva la cinta muraria interna fino a San Michele
1211 - Ottone da Pagano da Bergamo
1212 - Barroccio del Borgo da Cremona. Si costruiva la via dal ponte di Pontecorvo fino a Piove di Sacco. Le milizie padovane conquistano il castello di Este e il Comune obbligava il marchese d'Este - delegato imperiale - a prendere la cittadinanza padovana
1213 - Marco Zeno da Venezia. Veniva conquistata la rocca di Este sancendo in tal modo il pieno controllo dell'antica Scodosia - Sculdascia - di Montagnana. Veniva stipulato un accordo decennale tra Padova, Vicenza e Verona per tentare di pacificare la regione
1214 - Albizo Forese da Firenze. Scoppiava a Treviso la guerra del castello d'amore (1214÷1216).
1215 - Bonifacio di Guido de Guizzardo da Bologna. Si davano battaglia alla Torre delle Beppe le milizie veneziane e padovane con risultati negativi per queste ultime
1216 - Folco de'Guarini da Bologna
1217 - Jacopo de Andito da Piacenza. Venivano costruiti i molini delle Torricelle e di Ognissanti e il ponte di Curtarolo
1218 - Giovanni de Rusca da Como. Si cominciava a costruire il Palazzo del Comune
1219 - Malpileo de'Malpilei da San Miniato. Si concludeva la prima fase edilizia del Palazzo del Comune
1220 - Bernardo da Baone da San Miniato. Si registrano una incursione contro la munita piazzaforte trevigiana di Castelfranco e l'inizio della costruzione di quella di Cittadella. Il Patriarca di Aquileia diventa cittadino padovano impegandosi a costruire 12 palazzi in città: il patto costituiva la base delle mire del Comune e dei Da Carrara sulle terre del patriarcato di Aquileia
1221 - Bonifacio di Guido de Guizzardo da Bologna. Il Comune obbligava il Clero a contribuire al mantenimento della rete stradale e alla costruzione della piazzaforte di Cittadella
1222 - Giovanni de Rusca da Como. Nasceva, a seguito dell'abbandono della sede di Bologna da parte di un certo numero di professori e studenti, l'Università di Padova. Il 26 dicembre si registrava un grande terremoto
1223 - Guido de Landriano da Milano. Nuova imposizione fiscale nei confronti del Clero
1224 - Roberto de Concorezzo da Milano. Si procedeva a costruire la strada dal Prato della Valle a Bovolenta
1225 - Ottone de Mandello da Milano
1226 - Bonifacio conte da Sanmartino da Mantova. Veniva espulso dalla cittadinanza. In città si cominciava a costruire la chiesa di Sant'Agostino. Nel maggio si costituisce la seconda Lega Lombarda presso Mantova: erano presenti anche i rappresentanti padovani
1227 - Bonifacio di Guido de Guizzardo da Bologna
1228 - Stefano Badoer da Venezia. I Padovani invadevano il territorio trevigiano per liberare il conte Guglielmo da Camposampiero - prigioniero di Ezzelino - e riaffidargli il castello di Fonte. A seguito delle azioni imperiali contro Feltre e Belluno sono ricordate diverse incursioni delle truppe padovane nel territorio trevigiano e viceversa. Le truppe padovane si spingono lungo il Pedemonte e fino al Piave.
1229 - Giovanni Dandolo da Venezia. Veniva stipulata un'alleanza con Vicenza
1230 - Stefano Badoer da Venezia. Veniva conquistato Porto Legnago (Legnago)
1231 - Goffredo de Lucino da Como. Moriva Antonio da Lisbona e il Comune cominciava ad ampliare la chiesa di Santa Maria Maggiore (ora nota come "il Santo"). Veniva stipulata una alleanza tra i comuni di Brescia, Ferrara, Mantova, Padova, Treviso, Verona e Vicenza
1232 - Bernardo de Rivola da Bergamo. Temporanea conquista del castello di Noale
1233 - Ardiccione Avvocato da Vercelli. Veniva accolto a Monselice dalla cittadinanza, accompagnata dal Carroccio, Fra Giovanni da Schio inviato dal Papa per un tentativo di pacificazione. Veniva stipulata la pace di Paquàra
1234÷1235 Ottone de Mandello da Milano. Numerosi episodi bellici minori nel Trevigiano e nelle terre dei Da Romano. Nel 1234 Padova occupava Vicenza. Nel 1235 si ha la prima notizia dell'esistenza della pusterla di San Tomaso
1236 - Ramberto dei Gislerii da Bologna. Nuova guerra tra il Comune e l'intera marca trevigiana
1237 - Marino Badoer da Venezia. Questo Podestà rimaneva in carica fino al 24 febbraio del per essere sostituito da Simone conte teatino di Puglia scelto da Ezzelino III da Romano appena nominato signore di Padova dall'imperatore Federico II. Nella battaglia di Cortenuova - 27 novembre 1237 - combattevano accanto alle forze imperiali anche truppe padovane
1238 - Aldrevandino Cazzaconte da Tussi. Azzo d'Este compiva una breve puntata in armi verso Padova e Jacopo Da Carrara veniva catturato dopo un breve assedio del suo castello di Agna, ma viene rimesso in libertà poco dopo. Le truppe di Ezzelino e dei fuoriusciti - in prima fila quelle del marchese d'Este - si scontravano nel territorio della Bassa Padovana in vari episodi bellici e assedi. Le cronache dell'epoca consentono di appurare l'esistenza di un doppio sistema difensivo verso il Prato della Valle e di una pusterla presso la chiesa di Sant'Egidio
1239÷1241 - Tebaldo Francesco di Puglia. Veniva nominato Podestà dallo stesso imperatore Federico II e vicario imperiale dall'Oglio a Trento. L'imperatore era giunto a Padova il 25 gennaio del 1239 accolto solennemente dalle autorità e dalla popolazione. Rimaneva in città per circa due mesi ospite del monastero di Santa Giustina dove gli giungeva notizia della scomunica inflittagli da papa Gregorio IX. Jacopo Da Carrara veniva inviato in esilio a Mantova. Il 14 maggio del 1239 il fedele Alberico da Romano si ribellava al fratello Ezzelino occupando Treviso. La successiva offensiva di Ezzelino e delle truppe padovane - uscite dalla città con il Carroccio - aveva una sola conseguenza: il dono, evidentemente solo formale, al Podestà di Padova di Treviso e del Trevigiano dal confine padovano al Sile e al mare. In campo avverso riprendono forza le puntate offensive del marchese d'Este nella Bassa Padovana con la riconquista di Este, Baone, Calaone, Cerro e di Lozzo. Nel settembre del 1239 venivano eseguite in Prato della Valle varie sentenze capitali contro sospetti partigiani di Jacopo Da Carrara e del marchese d'Este. Nel 1240 i signori di Vò venivano fatti morire di fame da Ezzelino nella rocca di Cornuda. Nuova vana puntata offensiva nel luglio del marchese Azzo d'Este su Selvazzano, mentre Jacopo da Carrara - ritornato da Mantova - veniva catturato ad Agna e il 13 agosto, avvolto in una cappa nera veniva decapitato sul ponte di San Giovanni. Vana puntata offensiva di Ezzelino verso Este nel settembre del 1241
1242÷1243 - Galvano Lancia di Puglia - Veniva nominato Podestà dallo stesso imperatore Federico II, ma era scacciato da Ezzelino III nel febbraio del 1244. Nel marzo del 1242 Ezzelino occupava Montagnana e, nella tarda primavera, dava il via a una serie di scorrerie contro la Casa d'Este nella Bassa Padovana. Nell'agosto del 1242 veniva intrapresa la costruzione del Castello nel cui recinto veniva racchiusa anche la chiesa di Sant'Tomaso: le tetre prigioni, realizzate all'interno delle due torri principali, erano chiamate Zilie dal nome dell'architetto milanese Egidio che aveva realizzato il complesso
1244÷1247 - Guizzardo da Realdesco da Brescia. Veniva nominato Podestà da Ezzelino III. Una nuova congiura - la seconda dopo quella del 1239÷1240 - si compiva a Padova con esito sfortunato e Alberico e Nicolò da Lendinara venivano giustiziati pubblicamente il 10 novembre del 1246, mentre Arnaldo, abate di Santa Giustina, veniva rinchiuso nella Rocca di Asolo.
1247÷1248 - Guccello da Prata da Treviso. Non finiva il proprio mandato nel 1249
1249÷1255 - Ansediso de'Guidotti da Romano : non finiva il proprio mandato del 1255. Una leggenda riportata ne Il Novellino narra che nel Palazzo del Podestà e in presenza di Ansedisio si narrasse la favola di Esopo sul falco e le colombe. Il Podestà aveva fatto arrestare molti dei presenti pensando ad una nuova congiura e, più tardi, lo stesso Ezzelino - mandando a morte alcuni degli accusati - aveva proclamato di non essere il feroce avvoltoio che progettava di nutrirsi delle miti colombe, ma un buon padre che intendeva mondare la propria casa. Nel 1249 dava quindi inizio a nuove offensive occupando Baone, Este, Vescovana e Vighizzolo mettendo sotto assedio i castelli di Calaone e di Cerro. In città riprendevano le sanguinose purghe degli oppositori e si susseguivano le condanne a morte. Il corteo funebre di Guglielmo da Camposampiero nell'agosto del 1250 vedeva ampia, e rischiosa, partecipazione. Nel 1251, vista l'impossibilità di riempire ulteriormente le Zilie, il Podestà Ansediso faceva erigere una terza prigione a Cittadella chiamata Malta. Secondo la tradizione si trattava di grandi vasche in cui venivano gettati i detenuti: per regolamento rifiuti e cadaveri venivano spalati via solo quattro volte all'anno. Nel 1255 il papa Alessandro IV gettava le reali basi della crociata che l'anno successivo avrebbe portato alla sconfitta di Ezzelino.
1256 - Marco Querini da Venezia. Iniziavano le operazioni belliche contro il Podestà Ansediso ed Ezzelino III da Romano a partire dalla Torre delle Bebbe. Le truppe saracene che difendevano Concadalbero venivano ... ut bruta animalia macellati ... e Ansediso era costretto a rinserrarsi in città per poi, fuggito e, rifugiatosi a Verona, essere imprigionato da Ezzelino. Padova, liberata tra il 19 e il 20 di giugno, stabiliva di festeggiare tale ricorrenza in maniera solenne e istituendo un apposito palio. Vano ritorno offensivo di Ezzelino che, nonostante fosse riuscito a porre il proprio campo alla Brentella, era costretto a ritirarsi. Le cronache ricordano l'esistenza della porta e dello spalto di Pontecorvo e la necessità di difesa portavano ad intraprendere la costruzione lungo il lato occidentale della città di uno spalto lungo circa tre miglia e rinforzato da palizzate e torri di legno
1257 - Giovanni Badoer da Venezia. Proseguiva la guerra contro Ezzelino III
1258 - Matteo de Correggio da Parma. Continuava la guerra contro Ezzelino III. In quell'anno veniva cominciata la costruzione delle mura cittadine fuori San Giovanni
1259 - Guido da Montefogliano da Reggio. Finiva la guerra contro Ezzelino III che, catturato, muore a Soncino. Il Podestà accordava la "protezione" al Comune di Vicenza e accettava la sottomissione di Bassano del Grappa. Si cominciava a costruire le mura cittadine nei pressi di Santa Trinità ( Codalunga )
1260 - Marco Querini da Venezia. Veniva nominato Podestà di Padova e di Vicenza. Proseguivano le ostilità contro la famiglia dei da Romano che si concludevano con la conquista del castello di san Zenone in Pedemonte e il suo sterminio. La Damnatio Memoriae proseguiva con la distruzione o la dichiarazione di nullità di qualsiasi edificio, lapide, statuto, documento e/o contratto in cui comparisse il nome dell'odiato tiranno. Il 4 febbraio del 1260 il Vescovo di Feltre e Belluno si sottometteva al Comune e l'8 agosto i marchesi d'Este riconoscevano il controllo da parte del Comune delle città fortificate di Monselice, Este e Montagnana
1261 - Giovanni Badoer da Venezia. Il Comune concede nel 1261 la città di Bassano a Vicenza in cambio della possibilità di libero commercio per i mercanti padovani lungo il Brenta
1262 - Gilberto della Gente da Parma. In quell'anno scoppiava un grande incendio in città conosciuto come incendio di fra Gualmacco perché principiato nella sua casa in contrà degli Scrignari alla vigilia di Ognissanti. Andavano distrutte le stazioni del Comune e la zona intorno al mercato.
1263 - Matteo de Correggio da Parma. Nell' anno veniva completata la basilica di Sant'Antonio e si provvedeva a traslare il corpo del santo nell'ottava di Pasqua. Secondo alcuni cronisti l'opera di costruzione delle mura si estende anche al lato occidentale della città
1264 - Lorenzo Tiepolo da Venezia. Il Comune di Padova manda un suo Podestà a Vicenza. Si segnala uno scontro armato coi fuoriusciti vicentini ad Arzignano
1265 - Gerardo Longo da Venezia. Il Vescovo e il clero si rifiutavano di contribuire alle necessità finanziarie del Comune per la manutenzione e costruzione di strade e ponti
1266 - Jacopino Rosso da Parma. Un convegno a Montebelluna vedeva discutere sulle sorti di Vicenza, ma serviva a preparare solo le successive azioni militari degli Scaligeri che puntavano a controllare il suo territorio. La città di Vicenza passava, quindi, sotto il controllo del Comune di Padova e le milizie cittadine occupavano Lonigo e grna parte del Vicentino. Il Comune di Padova controllava ormai direttamente tutto il corso del Brenta e utilizzava le piazzeforti di Lonigo e Montebello per controllare le mire veronesi. A sottolineare la riconquistata grandezza il Comune deliberava di ricostruire il Carroccio abbandonato da Ezzelino III a marcire in una delle piazze del mercato
1267 - Bonifacio da Canossa. Muore Antonio Pellegrino
1268 - Rolandino da Canossa. Il Vescovo di Trento apre al Comune di Padova la Valsugana e il controllo di Trento
1269 - Matteo de Correggio da Parma. Veniva costruita la loggia sulla piazza dove si vendono ancor oggi esiste la colonna del Peronio
1270 - Tomasino Giustinian da Venezia. Si completavano le mura cittadine a San Giovanni. In quell'anno venivano prese le ultime disposizioni per cancellare il potere feudale. Veniva pubblicato lo statuto comunale de clericorum maleficiis e si inasprivano i contrasti economici con il Vescovo e il clero
1271 - Bartolomeo da Soppo da Bergamo. Si procedeva a ornare di pitture il Palazzo del Comune
1272 - Michele Orio da Venezia. Veniva costruito il Palazzo del Podestà destinato a ospitare sotto il portico i negozi di ferramenta e degli orefici e con un pozzo in mezzo al cortile
1273 - Jacopino Rosso da Parma. Veniva conquistato il castello di Angarano
1274 - Goffredo della Torre da Milano
1275 - Guido de'Roberti da Reggio. Si provvedeva a inghiaiare la strada per Vicenza
1276 - Guido de'Roberti da Reggio. In quell'anno veniva approvato uno statuto per cui si vietava ai membri della famiglia Roberti fino al quarto grado di parentela di diventare ancora Podestà di Padova. Statuti simili erano già stati promulgati per Goffredo della Torre e per Bartolomeo di Soppo. Tra il 21 febbraio e il 21 aprile del 1276 veniva redatto il Codice Comunale destinato a rimanere in vigore fino al 1362. Tale codice era stato realizzato in quattro esemplari dati in custodia, per maggior sicurezza, ai monasteri di San Benedetto, San Giovanni di Verdara, Santa Maria di Porciglia e Santa Maria in Vanzo
1277 - Matteo Querini da Venezia. Il 4 di marzo del 1277 veniva stipulato un trattato commerciale con Venezia
1278 - Marino Vallaresso da Venezia. Il Vescovo di Trento diventava cittadino padovano e le milizie occupavano il castello di Cologna
1279 - Jacopo de'Gonzolini da Osimo. Rimaneva in carica per soli cinque mesi prima di essere obbligato alle dimissioni
1279÷1280 - Matteo de Correggio da Parma. Veniva scoperta e stroncata una congiura per cedere Vicenza ai Veronesi e, come conseguenza, le milizie del Comune cominiciavano una serie di scorrerie nel territorio oltre l'Adige. Nel 1280 le ruppe con il Carroccio si portavano a Vicenza e successivamente a Villanova da cui partivano i saccheggi di Caldiero, Colognola, Illasi, San Martino Bonalbergo, Trignano ecc. in prossimità di Verona. La pace con Verona portava alla demolizione del castello di Cologna
1281 - Enrico Orio da Venezia. Si fermava in quell'anno in città la regina Clemenzia, figlia dell'imperatore Rodolfo. Lasciava in regalo un cucciolo di leone che il Comune provvedeva a sistemare nei pressi della porta delle Torricelle
1282 - Uberto de Frescobaldi da Firenze. Si provvedeva a costruire i mercati del Comune sotto il Palazzo del Podestà e presso la torre comunale. Si costruivano pure il ponte del Bassanello, il ponte dei Graizi verso Strà, quello di Santa Maria di Porciglia e le scalinate in pietra del porto di San Giovanni delle Navi. Gli screzi con il Vescovo e il clero raggiungono la massima intensità con lo statuto che sanava l'assassinio di un membro del clero con la semplice ammenda di un grosso
1283 - Oliviero de'Cerchi da Firenze. Si costruivano il ponte di San Leonardo e il Sepolcro di Antenore appena fuori la porta di San Lorenzo. Il Patriarca di Aquileia interdiceva il Comune di Padova in conseguenza dei suoi pessimi rapporti col clero. Cominciava l'espansione del Comune nel territorio di Lendinara e, quindi, nel Polesine di Rovigo controllato dalla Casa d'Este
1284 - Fantone de'Rossi da Firenze
1285 - Guglielmo Malaspina degli Obizi da Lucca. Venivano costruiti il ponte della porta di San Giovanni Dentro e botteghe del Palazzo Nuovo davanti al Palazzo del Podestà lungo la via che andava dalla scala degli Osei alla porta del Falaroto- nominata per la prima volta, ma evidentemente già esistente - lungo il Naviglio ( si tratta dell'attuale Palazzo del Consiglio )
1286 - Barone de'Mangiatori da San Miniato. Si piantavano i cippi di confine tra la città e la campagna a due miglia dal Palazzo del Comune
1287 - Cursio de'Donati da Firenze. In quell'anno si costruiva la porta Altinate e si cominciavano i ponti di San Michele e dei Tadi
1288 - Ottolino de Mandello da Milano
1289 - Percivalle de Mandello da Milano. Era il fratello di Ottolino. Nel 1289 scoppiava un grande incendio nell'area compresa tra la chiesa di Sant'Urbano e quella di Sant'Agnese. Tra l'ora di cena del primo di luglio e il giorno successivo bruciava più di un quarto della città. La cittadinanza dava la colpa al Podestà che veniva bandito e che, per salvarsi, fuggiva nottetempo
1290 - Tomaso Querini da Venezia. Papa Niccolò IV toglieva l'interdetto sul Comune del 1283: il Comune a sua volta abrogava gli statuti sul clero, ma in compenso otteneva larghe concessioni. A Vicenza viene scoperta una congiura contro il Comune di Padova e veniva duramente soffocata
1291 - Lambertuccio de'Frescobaldi. Si cominciava a costruire la fortezza di Castelbaldo per assicurare la difesa verso il Ferrarese e il Veronese. Si stipulava un trattato di alleanza con Venezia
1292 - Paolo Querini da Venezia. In quell'anno l'abate Bernardo si poneva sotto la protezione del Comune di Padova e nel successivo 1293 - morto in circostanze poco chiare Obizzo d'Este -Aldrovandino - fratello di Azzo d'Este, successore e presunto omicida - si rifugiava a Padova cedendo al Comune i propri diritti e la giurisdizione su Lendinara e sull'abbazia della Vangadizza
1293 - Gererdo de Giosano da Cremona. Azzo d'Este perde i castelli di Calaone e di Zero in favore del Comune e ripiega su Venezze, Lendinara, Albarea, Conca di Rame, Lusia e Barbuglio munendole. Il Comune di Padova risponde fortificando Anguillara, tosto incendiata da Franceschino d'Este, e altri centri. La pressione delle truppe estensi veniva alleggerita dall'intervento di Alberto della Scala che fortificava Ostiglia. Le truppe padovane quindi passavano l'Adige su un ponte appositamente costruito riuscendo a conservare il possesso di Anguillara. Con l'intervento del Patriarca di Aquileia Raimondo si riusciva a stipulare un trattato di pace secondo il quale Padova otteneva Venezze, Lusia, Conca di Rame e Lendinara mentre i castelli di Albarea, Zero e Calaone venivano distrutti. Singolare era l'accordo politico : Padova poteva eleggere il podestà dei nuovi centri controllati per quattro mesi all'anno, mentre per gli altri otto il Marchese d'Este provvedeva a eleggere podestà padovani