Dal 1294 il Podestà durava in carica soli sei mesi e precisamente dal 1 gennaio al 28 giugno e dal 29 giugno al 31 dicembre. Nello stesso anno uno statuto stabiliva che il Podestà di Padova ricevesse uno stipendio di 4000 Lire annue e quello di Vicenza 2000. Si avvertono le prime avvisaglie della fine di quello che era, molto probabilmente, il più potente comune dell'Italia Settentrionale. Verona e Ferrara sono già due signorie e premono contro i confini di un territorio esteso a quasi tutto il Veneto Centrale e con la possibilità di controllare i traffici lungo la valle del Brenta e lungo l'Adige.

 


1294 1299 1304 1309 1311 1315


 

 

 

1294 - Nicolò Morosini da Venezia. Primo Podestà ad essere eletto per sei mesi. Viene innalzata la Torre Vecchia del Comune vicina a quella detta degli Anziani. Il Vescovo interveniva nei confronti del clero e dei suoi obblighi fiscali. Il Comune di Padova controllava il castello di Barbuglio, Lendinara, Lusia e il castello di Venezze

1295 - Corrado di Montemagno da Pistoia. Viene collocata la campana nella Torre Vecchia

1295 - Fantone de'Rossi da Pistoia

1296 - Corrado Novello di Montemagno da Pistoia

1296 - Bruneton de'Bruneleschi da Firenze. Si cominciavano a costruire in quell'anno le saline di Fogolana verso Chioggia. Secondo le cronache bollendo l'acqua salmastra su circa quattrocento padelle di ferro si ottenevano ogni giorno otto carri di sale che venivano inviati immediatamente a Padova

1297 - Biagio de'Tolomei da Siena. Veniva cominciata la costruzione del castello del Chanè a difesa delle saline di Fogolana

1297 - Francesco de'Cremonesi da Pistoia

1298 - Ongaro degli Oddi da Perugia. Si completava il castello del Chanè

1298 - Bertoldo de'Malpilei da San Miniato. Nel 1298 l'abate Guidone cedeva al Comune i propri diritti feudali sui centri e sui territori di pertinenza di Badia Polesine, Francavilla, Vangadizza, Villa del Polesine e Villafora. Pieno possesso sancito poco dopo dal giuramento di Azzo e Francesco d'Este come cittadini padovani. Il Comune ormai controllava Badia Polesine e il corso dell'Adige

1299 - Carlo de'Canti da Pistoia

1299 - Rainiero de'Bardi da Firenze. Il suo stemma esiste ancora sulla facciata di una casa in via Zabarella. Nel 1299 si riaccendevano i contrasti con il Vescovo e il clero sugli obblighi fiscali: infatti il Comune non aveva acconsentito alla esenzione di alcuni ordini e, in più, non riconosceva le sentenze dei tribunali ecclesiastici compreso quello dell'Inquisizione

1300 - Nicolò de'Bonsignori da Siena. Il Carnevale veniva celebrato in quell'anno con grande pompa : i figli dei cavalieri e gli appartenenti alle fraglie si rivestivano a nuovo

1300 - Nicolò de'Cerchi da Firenze. Nel 1300 venivano costruiti il ponte di Ognissanti e le mura dalla porta omonima fino alla Rusta ( palizzata sul fiume )

1301 - Bertoldino de'Maggi da Brescia. Durante questa podesteria si ha ricordo di un chierico condannato, per omicidio, ad essere rinchiuso in una gabbia di ferro pendente dalla sommità della Torre Rossa. Secondo le cronache gli era stato imposto questo supplizio perchè non poteva essere condannato a morte in quanto membro del clero. Nutrito a pane e acqua sopravviveva per due settimane

1301 - Brondagio de'Brondagi da Sassoferrato. Nel 1301 veniva innalzato il Fondaco delle Biade

1302 - Besenzone da Appignano da Ancona

1302 - Fiorino da Pontecarale da Brescia. Nel 1302 si arrivava ad un nuovo accordo relativo alla fiscalità e alle sue imposizioni sul clero

1303 - Marino Badoer da Venezia

1303 - Andrea Vallaresso da Venezia. Questo Podestà veniva arrestato e condannato a pagare 10000 Lire di multa per aver parteggiato per i magnati

1304 - Rosso da Castello da Borgo Sansepolcro. Iniziava durante la Quaresima la guerra del sale con Venezia

1304 - Monano de'Marini da Genova. La guerra del sale risultava in pieno svolgimento. I Veneziani avevano costruito un argine per impedire i movimenti della cavalleria padovana e le truppe si colpivano a vicenda con le balestre. I rigori invernali imponevano alla fine una tregua utilizzata dai Padovani per costruire a loro volta un argine esteso dal ponte di Santa Margherita fino al castello del Chanè mentre i Veneziani facendo affondare zattere cariche di pietre - mantelli - e costruendo pennelli - argini di legname, gabbionature e materiali inerti - mandavano le acque del Brenta a mescolarsi a quelle salmastre della Laguna, diluendole e rendendo impossibile la cristallizzazione del sale. Per questa ragione si arrivava rapidamente alla Pace tra le due città.

1305 - Pace de'Paci da Bologna

1305 - Tarabotto de'Tarabotti da Ancona

1306 - Ponzino de'Ponzinardi da Cremona. Si cominciava finalmente a coprire di piombo la gran carena del Palazzo della Ragione

1306 - Bassano de Fussiraga da Lodi

1307 - Federico de'Ponzoni da Cremona

1307 - Ongaro degli Oddi da Perugia. Nel mese di settembre si completava il rivestimento di piombo del tetto del Palazzo della Ragione

1308 - Francesco di Boninsegna da Bittonio. Francesco d'Este, occupata di sorpresa Rovigo, la cede al Comune di Padova per 10000 Lire

1308 - Pino de'Vernazzi da Cremona

1309 - Armanno della Branca da Gubbio

1309 - Francesco de'Cremonesi da Pistoia. In quell'anno veniva stipulato un patto di alleanza - una vera e propria crociata - da parte dei vescovi di Padova, Bologna e Ravenna contro Venezia. Francesco d'Este provvedeva a gettare una catena a Massa per controllare il traffico fluviale lungo il Po e per impedire ai Veneziani di rifornire con le navi Castel Tealdo. Le milizie bolognesi si erano nel frattempo spinte oltre il ponte di questo castello verso Bologna, mentre quelle padovane forti di duemila uomini erano arrivate a Francolino e al ponte di Lagoscuro. Il castello veneziano del Capitello risultava ormai indifendibile e i fanti lo avevano abbandonato dirigendosi con le navi lungo il Po verso Ostiglia per raggiungere Verona e tornare, infine e con gravissime perdite, a Venezia. Venezia perdeva Marno (Macamò ?)

1310 - Gentile de'Filippesi da Orvieto

1310 - Tolomeo de'Cortesi da Cremona

1311 - Alberto di Uguccione da Civita Castellana. In quell'anno l'Imperatore Enrico annunciava la propria discesa in Italia per ricevere la Corona Ferrea a Milano. Il Comune dopo lunghe contrattazioni era riuscito ad ottenere la concessione di designare quattro cittadini tra cui l'Imperatore avrebbe scelto il proprio vicario: in cambio si sarebbero dovuti versare all'erario imperaile 15000 fiorini all'anno, altri 60000 una tantum in occasione del viaggio e dell'incoronazione imperiale e altri 5000 ogni cinque mesi per il Vicario di Lombardia. Il Comune, che aveva accolto favorevolmente l'Imperatore al suo passaggio per la città, cercava l'appoggio papale e la città veniva invasa dalla truppe imperiali. Nonostante il Podestà - ritenuto traditore - aveva la possibilità di allontanarsi con la famiglia senza difficoltà mentre il Palazzo del Comune veniva occupato dagli imperiali. Nel territorio controllato dal Comune venivano perse le piazzeforti di Lonigo, Marostica, Friola, Brendola ecc. È senza dubbio il momento più buio nella storia del Comune che vedeva sfumare in poche ore tutto quello che era stato faticosamente costruito dalla caduta di Ezzelino

1311 - Rodolfo de'Malpilei da San Miniato. Veniva sostituito dopo solo un mese e mezzo di governo

1311 - Gerardo da Enzola da Parma. Era il Vicario Imperiale e prendeva il titolo di Podestà dal 15 febbraio 1312 a tutto il giugno successivo. Si ricorda che faceva scoperchiare e demolire le abitazioni degli evasori dei dazi. In quell'anno si provvedeva a scavare - o a sistemare - il canale detto della Brentella per impedire che i Vicentini, deviando il Bacchiglione, privassero d'acqua la città

1312 - Jacopo de'Rossi da Firenze. Rimaneva in carica dal primo di luglio a metà del successivo dicembre. La situazione nel Veneto Centrale risultava confusa e le azioni belliche si susseguivano: Breganze, Mason, Longare, Mestrino, Poiana e Rubano sono messe sotto assedio. I combattimenti a Curtarolo e poi a Villaverla aprivano alle milizie padovane la strada verso il cuore del territorio veronese spingendosi fino a Cologna

1312 - Bornio de'Samaritani da Bologna. Rimaneva in carica dalla metà di dicembre a tutto il giugno del 1313. Il 22 dicembre Nicolò da Lozzo cede il proprio castello agli Scaligeri le cui milizie vengono subito dopo sconfitte ad Arquà. Una puntata offensiva verso Legnago risultava, però, senza alcuna conseguenza. Il 7 maggio 1313 l'imperatore Arrigo VII mette Padova al bando e le puntate offensive nel territorio veronese riprendono immediatamente arrivando fino ad Arcole. Venivano bruciati i castelli di Caldiero, Illasi, Montorio e Soave e, per far fronte alla pressione dell'esercito di Enrico da Gorizia, veniva rinnovata l'alleanza tra Padova e Treviso

1313 - Nicoluccio de'Calbulo da Forlì. Rimaneva in carica dal primo di luglio a tutto il marzo del 1314. Nel 1313 veniva ampliato il Consiglio Maggiore a mille membri e si procedeva ad istituire una magistratura di emergenza destinata a eleggere quattro Anziani detti "conservatori della libertà" e otto Sapienti a cui era affidato l'effettivo governo del Comune. Nel frattempo proseguiva la guerra con gli Scaligeri

1314 - Ponzino de'Ponzoni da Cremona. Rimaneva in carica fino a tutto il successivo mese di novembre. Il Consiglio degli Otto metteva al bando nel maggio alcuni partigiani ghibellini scatenando una sommossa che aveva esiti infausti per i guelfi. Piero degli Anticlini - figura di spicco tra i ghibellini - si era rifugiato con i familiari presso il Vescovo, ma sorpresi da Nicolò Da Carrara mentre si allontanavano dalla città, venivano tutti trucidati. Per annullare l'importanza della rostra di Longare in territorio vicentino che consentiva di privare la città, e i suoi mulini, dell'acqua necessaria, veniva scavato da Limena sul Brenta a Brusegana sul Bacchiglione il canale della Brentella. Nel settembre si registrava una puntata offensiva verso Vicenza che si risolveva, però, in una sconfitta per le milizie padovane

1315 - Ugolino de'Liazarri da Bologna

1315 - Merulo di Andrea de'Padavini da Assisi

1316 - Uberto de'Cancellieri da Pistoia. Faceva decapitare il vicario del predecessore perché gli aveva proposto di cedere la città a Cane della Scala

1316 - Bernardo de Cornia da Perugia

1317 - Obizzo degli Obizzini da Pisa

1317 - Raniero de'Canossa da Reggio. Rimaneva in carica fino al mese di gennaio del 1318. Riprendevano le ostilità con gli Scaligeri e Monselice veniva conquistata per tradimento il 21 dicembre. Venogno successivamente occupate este e Montagnana e Cangrande si spinge fino a Terradura. Viene occupata pure Piove di Sacco

1318 - Pietro della Parte da Treviso. Decadeva nel mese di maggio. Il 14 marzo si stipulava la pace con Cangrande della Scala ma, col rientro degli esuli, scoppiavano in città sanguinosi disordini

1318 - Giovanni Molin da Venezia. La situazione cittadina era ormai giunta all'ingovernabilità e il 25 luglio del 1318 cominciava la signoria dei Da Carrara con la nomina di Jacopo Da Carrara a "protettore e governatore, capitano e signore generale"