I nuovi signori di Padova mantenevano accortamente la tradizionale durata semestrale delle podesterie, ma i podestà venivano spesso riconfermati e le date del primo di giugno e del primo di dicembre non venivano di conseguenza rispettate. Tra il 1338 e il 1375 si cercava in qualche modo di regolare la questione con la presa della carica dal primo di marzo e dal primo di settembre, ma non sempre con successo.

 


1318 1320 1321 1325 1328

 


 

 

1318÷1319 - Marco Gradenigo da Venezia. Padova veniva assediata dall'esercito di Cane della Scala : l'accampamento dell'esercito veronese era nei pressi del Bassanello e pericolosamente vicino alla città. La sua posizione garantiva il pieno controllo del Bacchiglione e le sue acque erano state deviate, attraverso il canale di Battaglia, verso Monselice lasciando Padova alll'asciutto. La gravità del momento era tale che il 25 luglio del 1318 Jacopo Da Carrara era stato nominato solennemente "Capitano del popolo". Prendeva dimora in quel palazzo di proprietà dei Papafava adiacente all'albergo all'insegna del Bove.

La situazione precipitava rapidamente e Cangrande della Scala nell'estate del 1319 arrivava a porre il proprio campo nei pressi di Santa Croce. Nel territorio le truppe padovane perdevano il controllo di Badia Polesine, Lendinara e di Rovigo e, successivamente, di Cittadella e di Bassano del Grappa

1320 - Altiniero degli Azzoni da Treviso. La gravissima situazione imponeva a Jacopo Da Carrara di cedere la signoria della città nelle mani di Ulrico di Wallsee e in nome di Federico d'Austria. Le truppe veronesi in quell'anno tentavano un attacco nella zona del monastero di Santa Giustina. Sopraffatte nella notte del 3 di giugno le tre guardie sulle mura circa trecento armati riuscivano a penetrare in città, ma ne venivano scacciati e i Padovani contrattaccavano sotto la guida di Nicolò da Carrara. Riuscivano così a conquistare la grande motta di terra fatta costruire da Cane della Scala di fronte alla porta di Pontecorvo, e ben difesa da numerose fosse, su cui si preparava ad edificare un castello proprio per prevenire le sortite degli assediati. Le truppe padovane, una volta conquistata, la spianarono realizzando un grande vallo grazie al quale non solo bloccavano un nuovo attacco dei Veronesi, ma riuscivano pure a travolgerli conquistando il loro accampamento, ferendo lo stesso Cane della Scala e facendo un grande bottino tra cui

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era 26 del mese di agosto del 1320. Per le qualità mostrate nell'episodio del giugno Nicolò Da Carrara veniva investito del Castello di Cervarese Santa Croce con l'obbligo di donare ogni anno un falco come premio per il palio istituito per celebrare la sconfitta di Cangrande

1320 - Nigresolo degli Ansoldi da Cremona. La pace con Cangrande lasciava ai Veronesi il controllo di Montagnana, del passo di Este, di Monselice, di Castelbaldo e, a Settentrione, di Bassano del Grappa

1321 - Gerardo Dalmela da Treviso. Veniva nominato Vicario imperiale per Padova Enrico duca di Carinzia

1322 - Tebaldo da Castelnuovo da Perugia. Si allontanava dalla città il 29 giugno del 1323. Da allora e fino al 31 di luglio la carica veniva tenuta dal vicario Armanino de Persico da Cremona. Este era nelle mani dei partigiani degli Scaligeri che si impadronivano di Arquà, Pernumia, Tribano e Conselve e del territorio intorno a Bovolenta. Il 2 maggio del 1322 veniva stipulata la pace tra le fazioni cittadine dei filo-carraresi e dei filo-scaligeri. Per festeggiare "a perpetua memoria" la pace raggiunta si decideva di istituire un palio dei Barberi da correre annualmente

1323 - Altiniero degli Azzoni da Treviso

1324 - Rinaldo de'Zinci da Cesena. Giacomo I Da Carrara moriva nel novembre di quell'anno. Nominava suo erede il nipote - figlio del fratello Pietro - Marsilio. Nell'estate un breve ritorno dell'esercito austriaco faceva pensare ad una conclusione del conflitto, ma si arriva solo faticosamente ad una tregua destinata a scadere nel Natale del 1324. Il 22 novembre Jacopo Da Carrara moriva indicando come successore Marsilio detto Perenzano figlio del fratello Pietro. Le ostilità, scaduta la tregua, riprendevano immediatamente

1325 - Napoleone de'Beccadelli da Bologna. Nuova tregua tra il Comune e Cangrande, ma Ubertino da Carrara - futuro Signore di Padova - e Tartaro da Lendinara assassinavano per gelosia Guglielmo Dente e venivano banditi dal Podestà. Paolo Dente, fratello di Guglielmo, sobillava invano la città contro la Signoria forse in accordo con i fuoriusciti e sicuramente con l'abate di Santa Giustina e lo stesso Podestà. Il grido di Muoiano i traditori Carraresi aveva dato origine a sanguinosi scontri a cui la cittadinanza era stata chiamata anche ricorrendo alla campana comunale. Lo stesso Marsilio veniva ferito, ma alla fine Paolo Dente era costretto alla fuga. Il giorno successivo - 24 settembre - si verificava un repentino ritorno di Ubertino e Tartaro con diversi armati che facevano a pezzi il Podestà saccheggiando e dando alle fiamme il Palazzo del Comune e l'archivio. Gli scontri duravano a lungo ma alla fine i Da Carrara e i loro partigiani uscivano vincitori

1326 - Bonacorso de'Ruggieri da Parma. Tra i provvedimenti presi dai Da Carrara per consolidare il loro potere sono da ricordare i bandi per i Dente e la confisca dei loro beni. Venivano banditi pure l'abate di Santa Giustina con i figli , il poeta Albertino Mussato e numerosi suoi familiari. Corrado da Vigonza, che con un colpo di mano aveva occupata la torre del Curano tra Padova e Chioggia, veniva preso prigioniero da Nicolò Da Carrara e poi decapitato

1327 - Pasino de'Griffi da Brescia. In quell'anno Nicolò Da Carrara abbandonava la città passando dalla parte dei filo-scaligeri. Le ragioni di questo clamoroso tradimento della causa familiare erano da ricercarsi nelle sue grandi ambizioni e portarono a tutta una serie di azioni contro i suoi discendenti e i suoi beni. I figli Giacomo e Giacomino venivano inviati prigionieri in Germania e il palazzo cittadino di Nicolò veniva demolito. Molti anni più tardi nell'area lasciata libera sarebbe stata edificata la chiesa di Santa Maria dei Servi

1327 - Gerardo Morosini da Venezia. Avversato dalla cittadinanza veniva costretto alla fuga alla metà del luglio del 1328

1328 - Griffo de Villandres di Germania. Aveva avuta la podesteria dal fratello Enghelmario de Villandres che copriva la carica di Vicecapitano. Il 3 di settembre i Padovani acclamavano Marsilio Da Carrara come Signore e il 4 come Podestà

1328 - Pietro de'Rossi da Parma. La grave situazione militare imponeva a Marsilio Da Carrara e al Consiglio cittadino di cedere la signoria di Padova a Cangrande della Scala. A parziale risarcimento di tale rinuncia Taddea Da Carrara - nipote di Marsilio - sposava finalmente a Venezia il primo di settembre Mastino della Scala - a sua volta nipote e probabile erede di Cangrande - a Venezia alla presenza del Doge. L'11 di settembre Cangrande entrava in città attraverso l'antica porta Savonarola e poi quella di Pontemolino per recarsi al Palazzo del Podestà. Marsilio veniva nominato vicario dallo Scaligero e l Podestà veniva sostituito - 21 settembre - da Bernardo degli Ervari da Verona