Con l'ingresso vittorioso in Padova Cangrande poteva vantarsi di essere molto avanti nella realizzazione del proprio progetto di egemonia su larga parte dell'Italia Settentrionale e di aver posto una possibile ipoteca su ulteriori sviluppi in quella Centrale attraverso il controllo della città di Lucca e del suo territorio. Questo progetto, fortemente voluto e perseguito, avrebbe potuto effettivamente portare alla costituzione alla metà del XIV secolo di una potente signoria in grado di controllare i Visconti in Lombardia e modificare il corso della storia.
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1329 - Galeotto de'Maggi da Brescia. Il primo di luglio del 1329 le milizie padovane in nome di Cangrande conquistano Treviso. Lo Scaligero entrava nella capitale della Marca Gioiosa il 18 di luglio coronando temporaneamente il suo sogno di egeminia, ma vi moriva quattro giorni dopo. La sua signoria veniva spartita tra i figli Mastino II e Alberto II, quest''ultimo si insediava a Padova il 27 di luglio del 1329
1330÷1331 - Baiardino de'Nogaroli da Verona
1332÷1333 - Taddeo degli Uberti da Firenze
1334 - Pietro del Mesa da Verona
1335 - Federico degli Uberti da Firenze
1336 - Baiardino de'Nogaroli da Verona. Nel maggio del 1336 si avevano dei tentativi scaligeri di impiantare saline nella zona di Chioggia sorretti anche dalla costruzione di apprestamenti militari fissi a Petadebò verso la Laguna. Nell'agosto successivo i rappresentanti veneziani avevano degli abboccamenti con Marsilio Da Carrara. Nell'autunno cominciavano le operazioni militari con la costituzione di un forte punto di appoggio a Bovolenta. Alla fine di novembre veniva distrutto il "castello" di Petadebò
1337 - Federico de'Cavalli da Verona. Le truppe della lega antiscaligera riuscivano a spingersi da Bovolenta fino alla periferia di Padova dove si accampavano. Secondo la tradizione Alberto della Scala aveva raccomandato al fratello Mastino di assassinare Marsilio e Ubertino Da Carrara ma Mastino, invece, li aveva avvertiti dei progetti nei loro confronti. Forse anche per tale ragione Marsilio abbandonava ogni reticenza e sottoscriveva a Venezia patti di alleanza con la stessa Venezia e Firenze per riottenere la propria signoria.
1337 - Guido Riccio de Fogliano da Reggio. Rimaneva in carica dal 5 gennaio al 3 di agosto. Il tre di agosto truppe della lega attaccavano la porta di Santa Croce mentre il grosso dell'esercito entrava in città attraverso la porta di Pontecorvo lasciata incustodita per ordine di Marsilio. I collegati lungo via San Francesco arrivavano rapidamente alla porta di Santo Stefano e da qui nelle piazze dove venivano accolte trionfalmente da Marsilio Da Carrara e dal popolo che lo acclamava nuovamente signore della città. Alberto della Scala veniva incarcerato a Venezia, mentre la podesteria veniva tenuta per un mese direttamente dagli Anziani della città
1337 - Marco Cornaro da Venezia
1338 - Marin Faliero da Venezia. Marsilio Da Carrara moriva il 21 marzo del 1338 ma aveva provveduto in estremo alla riconciliazione dei due rami della famiglia proponendo alla cittadinanza la successione del cugino Ubertino. La proposta veniva approvata il 10 di marzo e Ubertino poteva continuare la guerra contro gli Scaligeri ponendo sotto assedio Monselice, conquistando la piazzaforte di Montecchio e spingendosi verso Vicenza. Nel novembre - per tradimento - cadeva finalmente Monselice e per festeggiare la vittoria e la fine, ideale ancora, della dominazione scaligera veniva istituita la processione annuale da tenersi nel giorno della ricorrenza di San Ludovico.
1339 - Giovanni Contarini da Venezia. Il 24 gennaio del 1339 a Venezia si sottoscriveva la pace tra gli Scaligeri e la Lega : Venezia acquistava Treviso, Padova riotteneva da Mastino dalla Scala - attraverso Venezia - Bassano del Grappa e Castelbaldo quest'ultima, però, con l'accordo di lasciar libero transito alle navi veneziane e di smantellare le fortificazioni comunali
1339 - Pietro Badoer da Venezia
1340÷1341 - Giovanni Sanudo da Venezia. Nel marzo del 1340 Ubertino Da Carrara otteneva dalla Repubblica di San Marco il castello e il territorio di Camposampiero. Sempre nel 1340 Ubertino richiamava dall'esilio Jacopo e Jacopino figli di Nicolò Da Carrara.
1340÷1341 - Pietro Zen da Venezia
1342 - Giovanni Gradenigo da Venezia [ doge dal 1355 al 1356 ]
1343 - Pietro Zen da Venezia. Abbandonava quasi subito la città per la guerra contro i Turchi, ma manteneva la carica affidando il governo di Padova al Vicario Lomo de'Candolfini da Rimini
1344 - Bernardo Giustinian da Venezia
1345 - Guido de'Cardinali da Pesaro ( in realtà era stato scelto Pietro da Canale da Venezia, ma questi era dovuto partire per la guerra contro Zara e quindi veniva nominato Vicepodestà Guido de'Cardinali suo Vicario ). Poco prima di morire Ubertino aveva designato come proprio successore Marsilietto Papafava Da Carrara. Questi rinsaldava i rapporti con Venezia ma il 6 maggio dello stesso anno veniva assassinato ... hora noctis tertia ... in loco disputato a discarghare il greve pexo del corpo .... Gli succedeva Jacopo di Nicolò Da Carrara come Jacopo II Da Carrara
1346 - Giovanni Dandolo da Venezia. Le truppe carraresi partecipavano all'assedio di Zara a fianco di quelle veneziane
1347 - Andreasio Morosini da Venezia. Moriva di peste nell'estate del 1348 per cui veniva nominato al suo posto il figlio anch'esso destinato a morire di peste. La podesteria alla fine veniva tenuta dal Vicario Guido de'Cardinali da Pesaro. Tra la primavera e l'estate del 1347 si susseguivano varie operazioni in Trentino e in Valsugana a sostegno dell'imperatore Carlo IV. In cambio i Da Carrara ottenevano diritti sulle città di Belluno e Feltre e sui relativi territori
1348 - Pietro Badoer da Venezia. Le truppe carraresi partecipavano alle operazioni contro la città di Capodistria a fianco di quelle veneziane. Il 9 di giugno 1349 Jacopo II Da Carrara viene nominato da Carlo IV vicario imperiale di tutto il territorio soggetto alla dinastia
1349 - Giovanni Contarini da Venezia
1350 - Maffeo Contarini da Venezia. Le truppe carraresi partecipavano a fianco di quelle veneziane alle guerra contro Genova. L'8 di maggio del 1350 nella basilica del Santo alla presenza del Cardinale Guido di Montfort - legato papale - avveniva la traslazione delle spoglie di Sant'Antonio
1350 - Marin Faliero da Venezia [ doge dal 1354 al 1355 ]. Il 19 del mese di dicembre del 1350 Jacopo II Da Carrara veniva assassinato da Guglielmo Da Carrara figlio illegittimo di Jacopo I. Gli succedevano quasi immediatamente il fratello Jacopino e il di lui figlio Francesco
1351÷1352 - Giovanni Foscari da Venezia. Nel 1352 iniziava la guerra per la successione su Ferrara e il suo territorio tra gli appartenenti alla casa D'Este e vi veniva coinvolta pure la dinastia Carrarese. Tra il 1351 e il 1352 una compagnia di balestrieri partecipava a fianco di Venezia alla guerra contro Genova e, nel 1352, truppe carraresi lottavano sul litorale presso Zara contro il re di Ungheria per conservare alla città lagunare il possesso della Dalmazia
1353÷1354 - Ognibene de'Giudici da Mantova. Era in realtà il Vicepodestà
1353÷1354 - Pietro Badoer da Venezia. In gennaio veniva stipulata la pace con la casa D'Este : i Da Carrara riunciavano alle pretese sul Polesine di Rovigo in cambio della cessione di Vighizzolo. Iniziava una serie di scontri legati alla guerra di successione in Lombardia : Francesco Da Carrara vi era impegnato come capitano generale della Lega Antiviscontea. La flotta veneziana nell'ottobre del 1354 veniva sconfitta a Portolungo. Il 3 del mese di novembre del 1354 entrava in Padova - accolto con grandi onori - l'imperatore Carlo IV
1355 - Maffeo Contarini da Venezia
1355 - Marco Cornaro da Venezia [ doge dal 1365 al 1367 ]. Nel luglio del 1355 veniva scoperta una congiura contro Francesco Da Carrara e il 18 dello stesso mese veniva arrestato Jacopino Da Carrara. Alla fine il coreggente della dinastia veniva incarcerato a Monselice fino alla morte avvenuta nel 1372. La moglie - Margherita Gonzaga - e un figlio andavano in esilio a Mantova
1356 - Marino Morosini da Venezia. Francesco I Da Carrara veniva nominato vicario imperiale da Carlo IV. Ludovico Re di Ungheria muoveva il proprio esercito contro i possedimenti veneziani in Dalmazia e, attraverso il Friuli, verso Treviso e Mestre
1357÷1360 - Giovanni de'Manfredi da Reggio. Francesco I Da Carrara appoggiava in maniera sempre più diretta il progetto di egemonia sull'Alto Adriatico del re di Ungheria. Le operazioni belliche non avevano esito favorevole per Venezia che nel 1358 con la pace di Zara era costretta a cedere al Re di Ungheria il controllo della costa e delle isole della Dalmazia. Nel 1360 Fracesco I Da Carrara otteneva dal Re di Ungheria le città di Feltre e di Belluno con i relativi territori e, con la Valsugana, il controllo del traffico con Trento.
1361 - Giovanni Salgardo da Feltre. In realtà era il Vicepodestà
1362 - Guelfo de'Gerardini da Firenze
1363 - Giovanni Salgardo da Feltre. In realtà era il Vicepodestà. Con gli inizi del decennio venivano rinforzati gli apprestamenti militari carraresi in funzione antiveneziana. Verso Chioggia veniva costruito il castello di Castelcarro - Castellaro - e verso Laguna - Oriago - quello di Portonuovo. Altre attenzioni venivano dedicate alla piazzaforte di Piove di Sacco - dotata di altre due torri - al castello di Bovolenta e alla costruzione della cinta murata di Montagnana. A Padova venivano rinforzate le difese della Porta di Santa Croce con un vero e proprio castello dotato di un poderoso torrione poligonale e di quella detta della Saraginesca
1364÷1367 - Simone de'Lupi da Parma
1368 - Onofrio de'Rossi da Firenze
1369 - Ansedisio de Logiano da Bologna
1370 - Scolagio de'Cavalcanti da Firenze
1371÷1372 - Federico de Lavellongo da Brescia. Con il compromesso di Venezia del 29 aprile del 1372 si provvedeva a fissare i confini tra il territorio padovano e quello veneziano. Alla fine del 1372, comunque, scoppiava la feroce "guerra dei confini" tra Padova e Venezia.
1373÷1374 - Cortesia de'Lambertini da Bologna. Era in realtà il Vicepodestà. La guerra con Venezia dopo un periodo favorevole ai Carraresi si conclude con un trattato di pace - 21 settembre 1373 - assai sfavorevole a Francesco Da Carrara. A trattare la pace inviava il figlio Francesco Novello accompagnato dal Petrarca.
1373÷1374 - Jacopo de'Rangoni da Modena
1375÷1381 - Rizzardo da Sambonifacio da Verona. Alla fine degli anni settanta si andava costituendo una potente lega antiveneziana di cui facevano parte il Re di Ungheria, il Patriarca di Aquileia, il Duca d'Austria e Genova oltre, naturalmente, a Francesco I Da Carrara. Nell'estate del 1378 le truppe della lega avevano ormai posto sotto assedio Mestre. Il 5 del mese di maggio del 1379 la flotta veneziana veniva sconfitta a Pisa e quella genovese, risalito l'Adriatico, poneva sotto assedio Chioggia. La città veniva conquistata dall'esercito alleato il 16 agosto del 1379 e nel giro di poco tempo venivano occupate anche Cavarzere, Loreo e gli altri territori verso la foce del Po. La guerra veniva successivamente portata verso Treviso per completare l'accerchiamento della Laguna, ma la riscossa veneziana con la liberazione di Chioggia consigliava di concludere una pace e impediva a Francesco il Vecchio di conquistare Treviso. Il convegno di Cittadella era stato senza alcun esito e la cessione di Treviso al Duca Leopoldo d'Austria aveva rotto il fronte degli alleati per cui il secondo incontro a Torino per raggiungere la fine della belligeranza nasceva già morto. In ogni caso i Carraresi riottenevano i confini del 1373 con il diritto di costruire fortificazione a Castelcarro e Oriago. La pace veniva sottoscritta dalle parti il primo settembre del 1381, ma Francesco il Vecchio proseguiva la sua guerra contro il Duca d'Austria per la conquista di Treviso
1382 - Roberto Mario de'Camporini da Ascoli. Il tre del mese di gennaio di quell'anno moriva il Patriarca di Aquileia Marquardo di Randeck : Papa Urbano VI conferiva il Patriarcato a Filippo d'Alençon, ma la nomina non veniva accettata da molte delle città - Udine in testa - friulane e la vera e propria guerra civile che insanguinava quelle terre vedeva Francesco il Vecchio Da Carrara appoggiare con le proprie truppe Filippo
1383 - Marino Memmo da Venezia. Leopoldo d'Austria entrava in Treviso il primo di giugno di quell'anno per cercare di liberare la città dall'assedio delle truppe carraresi
1384 - Simone de'Lupi da Parma. Il 27 del mese di gennaio il Duca d'Austria vendeva Treviso, insieme a Feltre e ad altre piazzaforti, a Francesco il Vecchio Da Carrara che vi entrava trionfalmente il 4 di febbraio. Il prezzo pagato era di 100.000 ducati e Francesco I poteva effettivamente dire di controllare ormai tutta la Marca compresa Castelfranco, Noale, Oderzo e Motta
1385 - Valerano de'Lambardi da Scitonio. Era in realtà il Vicepodestà. L'8 del mese di agosto di quell'anno nasceva una lega a cui partecipavano oltre ai Carraresi il Patriarcato di Aquileia, la casa D'Este e Gian Galeazzo Visconti in chiara, anche se non dichiarata, funzione antiveneziana e antiscaligera. 1385 - Andrea di Tebaldo de'Bitonio sanese
1386 - Ugolino de'Preti da Bologna. Le truppe padovane occupavano Portogruaro e marciavano, invano, contro San Daniele del Friuli e Maniago. Tra la tarda primavera e l'estate le truppe scaligere venivano battute prima a Barbarano, poi alle Brentelle
1387 - Jacopo degli Azzoni da Treviso. Nel marzo di quest'anno le truppe scaligere venivano nuovamente battute da quelle padovane a Castegnaro di Castelbaldo. GianGaleazzo occupava Verona il 19 aprile, mentre Vicenza veniva finalmente riconquistata dai Padovani. Nel mese di settembre Sacile, Caneva e Aviano accettavano la signoria carrarese, mentre la ribellione antiscaligera del 18 ottobre 1387 segnava la drammatica eclisse della dinastia veronese. Vicenza, in odio a Padova, il 21 ottobre si offre ai Visconti in cambio di precise garanzie sul proprio futuro e, soprattutto, sull'indipendenza da Padova
1388 - Ugolino de'Preti da Bologna
1388 - Bonagiunta da Lucca. Era in realtà il Vicepodestà. Alla fine di maggio veniva portata a perfezione l'alleanza tra Venezia e i Visconti in funzione anticarrarese e le ostilità cominciavano nell'ultimo giorno del giugno del 1388. Francesco Da Carrara cedeva la signoria al figlio Francesco Novello e si ritirava a Treviso. Le sorti volgevano rapidamente al peggio e Francesco Novello già nel successivo novembre era costretto ad arrendersi ai Visconti