Nei patti con Venezia il Visconti aveva preteso Padova, Treviso e Feltre per ottenere solo la prima. Il favore politico accordato dalla popolazione alla signoria dei Da Carrara era in declino dopo le continue guerre e carichi fiscali per cui il viaggio di Francesco Novello alla volta di Pavia per stipulare la pace con i Visconti era più che necessario.

I Da Carrara con la pace venivano costretti a cedere Treviso e il Trevigiano a Venezia e al Visconti Feltre e parte del Bellunese. Francesco il Vecchio asserragliato a Treviso era infine costretto dalle insurrezioni - sobillate da Venezia - a lasciare la Marca andando in esilio in Lombardia. Francesco il Vecchio veniva quindi inviato dal Visconti a Cremona e il Novello a Pavia. A Padova riprendevano effimera vita il Comune e le sue magistrature almeno fino alla dedizione a GianGaleazzo Visconti del 15 gennaio del 1389. Dei rappresentanti viscontei resta questo commento

... illos sordidissimos homines, ex quibus rarissimi erant digni exstimatione honorum , non modo alloqui, sed videre fastidium erat ...


1388 1392 1402 1405


 

1388 - Ubertetto Visconti da Milano. Era stato eletto il 24 dicembre di quell'anno e, in pratica, presiedeva alla riforma in senso visconteo dell'amministrazione della città

1389 - Guglielmo de'Soardi da Bergamo. La situazione politica andava precipitando velocemente e il partito carrarese andava nuovamente acquistando spessore. Nel frattempo Francesco Novello aveva lasciato Pavia per la rocca di Cortesone prendendo temporaneo alloggio nella vicina Asti. Da qui, avventurosamente, era fuggito passando in Liguria, poi ad Avignone e poi ancora a Firenze da dove meditava vendetta. GianGaleazzo Visconti aveva prudentemente trasferito Francesco il Vecchio a Como. Nell'inverno del 1389 il Novello riprendeva le sue peripezie recandosi con un lungo e avventuroso viaggio in Germania dal Duca Stefano III di Baviera per ottenere truppe e aiuti

1390÷1391 - Giovanni de'Porcellini da Padova. Era in realtà il Vicepodestà. Agli inizi dell'estate del 1390 si riaccendevano le ostilità e Francesco Novello scendeva dal Friuli con le sue truppe verso Padova. Durante la notte tra il 18 e 19 di giugno con un piccolo nucleo di soldati Francesco riusciva a risalire il letto della Bovetta di San Giacomo, dopo averne infranto la robusta palada, e dal ponte della vicina chiesa omonima riusciva a penetrare in città conquistandola rapidamente. Pure gran parte del territorio veniva riconquistato con facilità e Francesco Novello Da Carrara riotteneva dal Consiglio degli Anziani la signoria sulla città, mentre Francesco il Vecchio veniva rinchiuso nella prigione dei forni di Monza

1390÷1391 - Rizzardo da Sambonifacio da Verona. Francesco Novello partecipa direttamente alla lega antiviscontea muovendo nell'inverno tra il 1390 e il 1391 alla riconquista di di Badia e di Lendinara contro la casa D'Este e verso il Mantovano contro quella dei Gonzaga che venivano costretti a ritirarsi dall'alleanza con i Visconti. Poco successo, invece, avevano le puntate offensive nel vivo dei dominii viscontei

1392 - Jacopo Gradenigo da Venezia. Le operazioni belliche conoscevano una parziale tregua stipulata a Genova il 20 del gennaio del 1392. Francesco Novello veniva riconosciuto a pieno titolo signore di Padova, ma veniva obbligato a pagare un tributo annuo di cinquantamila fiorini in parte garantito, per la prima rata, da un prestito contratto a Firenze e a Bologna. Nonostante la tregua stabilita si proponesse di durata trentennale, già dopo pochi mesi nasceva una seconda lega antiviscontea estesa a comprendere anche le signorie di Faenza, Ferrara, Imola e Rimini

1393÷1394 - Maffeo Memmo da Venezia. Agli inizi del 1393 GianGaleazzo Visconti offriva a Francesco Novello la liberazione del padre ma nello stesso anno Francesco il Vecchio moriva e gli aiuti, interessati, di Venezia consentivano al Carrarese di continuare a pagare il tributo e di mettersi al sicuro da possibili puntate offensive delle milizie viscontee impegnate in una breve guerra contro Ferrara

1395÷1398 - Pietro Pisani da Venezia. Nella lega antiviscontea entrava nel 1395 anche il re di Francia. Nel 1397 Gigliola Da Carrara - figlia del Novello - viene unita a soli tredici anni al quattordicenne Niccolò III d'Este e Ada - figlia di Francesco Gonzaga - sposa Francesco III primogenito del Carrarese. Venivano rinsaldati, quindi, i vincoli di sangue che univano le tre casate dei Gonzaga, dei Da Carrara e dei D'Este. Le ostilità riprendono, ma con esisto infausto tanto che la tregua stipulata a Pavia rendeva di fatto i ducati di Mantova e di Ferrara dipendenti da Venezia. Anche il Carrarese doveva piegarsi alla situazione pur ottenendo una ulteriore riduzione del tributo ai Visconti

1399 - Jacopo Gradenigo da Venezia

1400 - Francesco Bembo da Venezia

1401 - Guglielmo della Scala da Verona. Il 29 settembre del 1401 Francesco Novello Da Carrara incontrava a Trento l'imperatore Roberto di Baviera progettando di muovere insieme contro il Visconti. L'azione è vana e le truppe tedesche passavano l'inverno tra il 1401 e il 1402 a Padova e a Venezia

1402 - Benedetto de'Girlandi da Siena. Era in realtà il Vicepodestà. Con gli inizi del 1402 nasceva una terza lega antiviscontea

1402 - Antonio Bembo da Venezia. Il 26 giugno la lega veniva sconfitta a Casalecchio presso Bologna e i due figli del Novello venivano catturati : Francesco III, rinchiuso nella fortezza di Parma, riusciva a fuggire tornando in città il 17 di luglio, mentre Jacopo, prigioniero a Mantova, evadeva ritornando a Padova il 23 di novembre. Alla fine, tra tante incertezze e crisi, l'inaspettata morte di GianGaleazzo Visconti il 3 del mese di settembre metteva in crisi profonda lo stato lombardo e ne approfittava Francesco Novello stipulando con la vedova Caterina un trattato con il quale otteneva un ulteriore sconto sul tributo annuale portandolo a soli tremila fiorini

1403 - Andrea de'Vettori da Firenze. Giacomo Da Carrara sposa Bellafiore figlia di Rodolfo Varano di Camerino. Insoddisfatto Francesco Novello Da Carrara nell'estate del 1403 muoveva verso la Lombardia occupando in gran parte Brescia

1404 - Rainiero de'Vettori da Firenze. Tra fine del 1403 e gli inizi del 1404 Francesco Novello si adoperava invano per una quarta lega antiviscontea arrivando a muovere verso il Veronese con il solo sostegno delle truppe degli estensi. Il 27 di marzo del 1404 Francesco Novello, che controllava ormai gran parte del territorio veronese, stipula un patto con gli ultimi discendenti degli Scaligeri e muove contro Verona con l'aiuto degli Estensi. Il 10 aprile del 1404 Verona veniva conquistata e Guglielmo Della Scala veniva nuovamente proclamato signore anche se la sua infermità si era a tal punto aggravata da costringerlo a seguire le truppe su un carro. Conquistata Verona le truppe muovono contro Vicenza che, per non cadere in mano ai Carraresi, si concede a Venezia con altri castelli e centri del Vicentino. Il 25 maggio, scoperta una congiura scaligera, incarcerava gli ultimi discendenti e veniva eletto signore di Verona. Le ostilità tra gli alleati e Venezia nel Veneto, nella Bassa Lombardia e in Romagna si riaccendevano con esiti incerti alterni, ma ormai decisamente sfavorevoli ai Carraresi

1405 - Enrico de Alano da Treviso. Era in realtà il Vicepodestà e rimaneva in carica fino al 19 novembre del 1405. Agli inizi della primavera del 1405 Francesco Novello inviava i figli Ubertino e Marsilio a Firenze con una parte del tesoro. Cadeva Verona il 12 luglio e la stessa Padova veniva minacciata dalle truppe veneziane e mantovane e, alla fine, nella notte del 15 di novembre la città cadeva perdendo la propria libertà e indipendenza sancità dalla bolla d'oro del 30 gennaio 1406.