Il Vicario imperiale a Padova, effettivamente ricordato dagli archivi tra il 1160 e il 1163, era il Conte Pagano della Torre. Secondo la leggenda era crudele e malvagio e si era spinto fino a rapire la giovanetta Speronella Dalesmanini - amata da Jacopino da Carrara - facendola propria e rinchiudendola nell'imprendibile rocca di Pendice. In suo soccorso giungeva il fratello Delesmanino che, durante la Festa dei Fiori del 23 giugno 1164, sobillava una rivolta degli abitanti di Padova, Verona e Vicenza per scacciarne i rispettivi vicari. Il successivo assedio di Pendice portava alla liberazione di Speronella e i Padovani, ormai consapevoli dell'importanza della propria libertà, decidevano di darsi un governo autonomo, iniziando a costruire il Palazzo del Comune e istituendo a perpetua memoria i giochi da tenersi annualmente alla vigilia di San Giovanni.
Analizzando la leggenda si scopre una realtà ben diversa. Nel 1164 la ricchissima quindicenne Speronella aveva già lasciato il suo primo marito Jacopino per Pagano che l'aveva regolarmente sposata. Nei sette anni successivi avrebbe conosciuto altri cinque mariti tra cui un membro della famiglia Traversari, Pietro da Zaussano - fratello di uno dei suoi presunti liberatori - ed Ezzelino II dal quale si era precipitata dopo aver sentito parlare del suo fisico prestante. Speronella moriva nel 1199; il fratello Delesmanino veniva nominato Console nel 1183 e Podestà nel 1204.