Durante il Medioevo, sebbene l'estrazione dei metalli risultava molto dispendiosa per l'impiego di risorse umane e materiali, le entrate assicurate dal controllo delle fonti di produzione risultavano cospicue. Esse erano di fondamentale importanza economica per la città di Trento - la cui autonomia era stata garantita dalla figura del principe-vescovo istituita da Corrado II il Salico nel 1025 - nel periodo tra il XII e il XVI secolo, e fino all'esaurimento dei filoni più facilmente raggiungibili, per cui il Trentino e l'area alpina circostante si trovavano esposti ai tentativi di controllo da parte di entità politiche diverse come il Conte del Tirolo, la Repubblica di Venezia e quella di Padova. Quest'ultima nella seconda metà del XIII secolo riusciva a controllare i vescovadi di Trento, Belluno e Feltre sfruttando e ampliando i diritti dell'XI secolo ereditati dal Vescovo di Padova sulla Valsugana.
Nell'area alpina gravitante direttamente sulla nostra regione si estraevano metalli preziosi come l'argento e, in minor misura, l'oro; il piombo; il rame e il ferro. La stessa regione alpine risultava fornire in abbondanza legname da carpenteria necessario ad armare pozzi e gallerie, legna da ardere o da trasformare in carbone dolce e, non ultima, l'acqua necessaria per il lavaggio del materiale e per fornire l'energia motrice a frantoi, mantici e ai magli. Si può ricordare a questo proposito che tra il XIV e il XV secolo a Vignola - in Valsugana - esistevano ben quattro forni fusori e una officina di affinamento.
Il metodo utilizzato per ottenere metalli greggi dai loro minerali era quello della riduzione col carbone di legna spesso preparata da un preventivo arrostimento per favorire una ulteriore frantumazione dei blocchi e una serie di trasformazioni preliminari che aumentassero il rendimento durante il processo di riduzione. Grandi quantità di minerale, quindi, venivano accatastate col combustibile e fatte arroventare per ore. La massa cotta veniva spezzata e lisciviata con acqua per eliminare i prodotti solubili.
Ci occuperemo ora della produzione del ferro ( dell'acciaio) e del rame (delle sue leghe).