La zecca
Al vescovo di Padova Bernardo l'imperatore Enrico III aveva concesso nel 1049 il diritto di coniare monete uguali nel peso a quelle veronesi. In realtà la zecca di Padova iniziava a funzionare verso il 1270 con un corollario di leggi speciali per regolare il corso della moneta e combatterne le falsificazioni: veniva condannato al rogo chi fabbricava o spendeva monete false in città e i tesorieri, gli esattori dei dazi comunali, gli orefici e i mercanti dovevano giurare che avrebbero tagliato a metà tutte le monete false finite nelle loro mani e venivano multati o incarcerati anche coloro che riducevano in qualsiasi modo - tosavano - il peso della moneta. Nel 1384, infine, veniva imposta la circolazione forzosa delle monete dei Signori di Padova eliminando tutte le altre.
La zecca cittadina aveva avuto una prima sede al Canton del Gallo, trasferendosi quindi in via Zabarella e in via San Lorenzo e trovando sede stabile in via San Canziano fino al 1405 quando veniva chiusa dai veneziani. La zecca all'epoca veniva affittata ad un maestro zecchiere con diritto di abitare nella stesso edificio o nella stessa via con l'esonero del pagamento dell'affitto, dai servizi dovuti al Comune, con la fornitura del sale garantita e gratuita da parte dello stesso signore. In cambio di questi e di altri privilegi si impegnava a fornire allo Stato la quantità e la qualità di monete fissata e nei tempi stabiliti con l'argento fornito dal signore o, successivamente, dai mercanti che potevano depositare argento alla zecca e averne monete. Lo stesso signore con una commissione composta da due orefici, due cambisti e due cittadini garantiva la qualità delle monete prodotte con appositi saggi
Il maestro zecchiere era proprietario degli strumenti di lavoro come i coni e i punzoni che probabilmente venivano distrutti alla fine dell'emissione di una determinata moneta. Solo due dei punzoni sono arrivati a noi: uno è quello del Carrarino di Francesco I Da Carrara conservato presso il Museo Bottacin di Padova, un secondo è custodito presso il Museo Correr di Venezia.